Fischi al Borgo per Paris Hilton
Lunedì 14 Settembre 2009
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L’ereditiera si rifiuta di salire sul palco con il cartello “Stop all’omofobia”. La drag la caccia. Il pubblico fischia e grida: “Fuori, vattene!”. È polemica sui soldi spesi dal CIG per invitarla. |
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Milano – Non è stata sicuramente un buon testimonial contro l’omofobia l’ospite prescelto dal Cig – Arcigay Milano per la serata che ogni domenica si svolge al Borgo del tempo perso. Paris Hilton – come ci racconta Amedeo Patrizi alias Miss Vicky, vice presidente del circolo e drag conduttrice della serata – era stata precedentemente avvisata in camerino di quanto avrebbe dovuto esibire sul palco. Il cartello non presentava nessun simbolo, nessuna sigla Arcigay o quant’altro. Addirittura le era stata data la possibilità di scegliere quello che le piaceva di più tra i vari a disposizione e lei aveva acconsentito di buon grado. Le era stato spiegato, inoltre, quanto accaduto recentemente in Italia e per la bionda ereditiera sarebbe stata una buona occasione per dimostrarsi veramente friendly nei confronti del numeroso pubblico (circa 3.000 presenze) accorso per vederla, fotografarla e farsi fare un autografo. Invece una volta sul palco ha dato luogo a un pessimo siparietto, in 2 puntate.
1a puntata. La Hilton, facendo finta di niente e dicendo “I love gays, I love gays” si rifiuta di tenere il mano tale cartello (in foto). Dopo un momento di imbarazzante silenzio partono un coro di fischi e parolacce, che il suo interprete avrà sicuramente faticato a tradurle fedelmente. Prontamente Amedeo/Miss Vicky si altera e al microfono dice: "A me non frega nulla che questa sia una star, noi al Borgo non vogliamo gente del genere...”, e tra le urla della folla la caccia dal palco. Lei continua invano a dire: “Gays I love you, we have to have fun tonight, let's party…!”
2a puntata. Le viene rispiegato bene il tutto. Lei cerca di giustificarsi dicendo di temere che la foto con il cartello venga poi ripresa dai media e ritoccata con Photoshop per esprimere magari il concetto contrario, ovvero che lei è a favore dell’omofobia (ma per piacere Paris!!!). Dopo la pessima figura e concitate discussioni con il suo entourage ci ripensa. Cerca di di rimediare e per onorare il contratto sale quindi nuovamente sul palco, finalmente lo prende in mano (…il cartello ovviamente!) e - tra i rinnovati fischi - esclama: “Together against omophobia!”.
Molte sono le critiche mosse nei confronti del circolo che ha speso moltissimi soldi per invitare tale personaggio alla serata di autofinanziamento dell’associazione. “Tutte le cose che facciamo, dal festival del cinema ai vari pride ecc. sono finanziate dagli introiti del Borgo – dichiara Amedeo Patrizi, interrogato in proposito – Chiamare alcuni ospiti è funzionale al successo della serata e fa parte di un accordo che abbiamo con la proprietà del locale, non è necessariamente il CIG a dover tirar fuori i soldi dell’ospite. Di come decidiamo di spendere i nostri soldi, comunque, dobbiamo rendere conto soltanto ai nostri soci, abbiamo per questo una consulta e quant’altro. Di più non voglio dire, non è necessaria alcuna giustificazione”.
In molti si chiedono se non fosse stato più utile investire tale denaro (da qualunque parte provenga) per una vera e propria campagna contro l’omofobia. Sempre Patrizi: “Su questo ci stiamo muovendo, anche in scala nazionale. Se la cosa fosse avvenuta diversamente, Paris Hilton sarebbe stata una testimonial interessante contro l’omofobia…”.
Appunto: “sarebbe”, aggiungiamo noi. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
Inviato da:
davide-priolo
Data:
28-09-2009 20:23
mi dai gia che ci siete fate urlare contro omofobia osama bin laden,dai era chiaro sta falsa e ure zozzona visto che se fatta conoscere x un porno fatto con un suo ex e chiaro era li x soldi e non x altro
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Inviato da:
Rivas
Data:
18-09-2009 22:35
Ma Paris Hilton come testimonial contro l'omofobia sarebbe analogo ad invitare Fabrizio Corona come testimonial contro lo stalking alle donne.
Che c'entra?
Per come la vedo io un testimonial è semplicemente una persona nota che mette il suo volto al servizio di una causa, volontariamente o meno...
Vero, ma resta il fatto che comunque andrebbe scelto qualcuno che abbia un maggiore riscontro presso gli omofobici.
Se Paris Hilton parla agli omofobici, quelli neanche la ascoltano e pensano solo a trombarsela.
Se, ad esempio, un Totti condannasse apertamente l'omofobia, la cosa avrebbe tutt'altro risalto. E' chiaro ovviamente che non testimonierebbe mai, però penso che comunque qualcuno di più efficace della Paris, e meno costoso, potessero trovarlo.
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Inviato da:
Ospite
Data:
18-09-2009 17:49
Ma Paris Hilton come testimonial contro l'omofobia sarebbe analogo ad invitare Fabrizio Corona come testimonial contro lo stalking alle donne.
Che c'entra?
Per come la vedo io un testimonial è semplicemente una persona nota che mette il suo volto al servizio di una causa, volontariamente o meno... il movimento ne ha avuti tanti e non tutti gay e lesbiche come la concia...
Da quel che dice Patrizi nell'intervista credo di aver capito che abbiano scelto Paris Hilton in quanto icona di moda del momento e , da quel che leggo, mi sembra che lei, almeno a parole si fosse detta disponibile...
Io magari avrei scelto un altro nome però sinceramente non un politico...per me , anche in termini di lobby, è importante che contro l'omofobia non ci siano solo politici e sindacalisti ma anche personalità del mondo dello spettacolo, dell'economia , dello sport etc etc.
La battaglia per i nostri diritti vorrei fosse veramente una battaglia sociale...
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Inviato da:
granospite
Data:
18-09-2009 16:49
Invece di dare i soldi a Paris Hilton, che peraltro non ne di certo bisogno, pagate un ottimo avvocato per querelare il Vaticano e tutte quelle associazioni che, contravvenendo alle direttive della Organizzazione Mondiale della Sanità, propongono percorsi di "guarigione dall'omosessualità"!!! Fareste sicuramente del bene all'umanità e soprattutto agli omosessuali. Siete solo dei buffoni!
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Inviato da:
Rivas
Data:
18-09-2009 12:43
In una discoteca è normare che si invitino testimonial che interessano a chi la discoteca la frequenta. Chi avrebbero dovuto invitare quelli del Borgo a parlare dal palco del Join the gap?Rita Levi Montalcini?Tiziano Scarpa?Usher Colombo?
Per fare da testimonial contro l'omofobia... Paris Hilton? A me verrebbero in mente Paola Concia, o Mara Carfagna (che, lo so, non avrebbe mai aderito).
Ma Paris Hilton come testimonial contro l'omofobia sarebbe analogo ad invitare Fabrizio Corona come testimonial contro lo stalking alle donne.
Che c'entra?
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Inviato da:
Ospite
Data:
17-09-2009 17:57
A giudicare dalla quantità di persone accalcate sotto il palco domenica sera, l'idea di invitare Paris Hilton non era poi così cretina. In una discoteca è normare che si invitino testimonial che interessano a chi la discoteca la frequenta. Chi avrebbero dovuto invitare quelli del Borgo a parlare dal palco del Join the gap?Rita Levi Montalcini?Tiziano Scarpa?Usher Colombo?Non è che questi nomi hanno più senso in altri contesti?E non è che questi contesti, per chi lo desidera, si possono trovare più facilmente uscendo dal Borgo ed entrando nelle altre mille attività che il CIG organizza durante l'anno?
Parliamo tanto di accettazione e rispetto. Beh allora forse dovremmo anche accettare che nella comunità gay e lesbica (come in quella eterosessuale) c'è chi alla pop culture è interessato eccome ed è interessato anche a personaggi come Paris Hilton...
Arcigay è anche la loro associazione...
Sempre a proposito di rispetto, persone che scrivono cose come quelle di Max 20009 dovrebbero vergognarsi. Le drag queen sono professioniste dell'intrattenimento esattamente come i cabarettisti, gli attori e i mimi. E all'interno della scena drag italiana il nome di Vicky Lamont è certamente uno di quelli che più risaltano per professionalità. Domenica sera su quel palco, miss Vicky si è dimostrata coerente con i principi enunciati anche nella piattaforma del gay pride nazionale. Ha mostrato come si può fare spettacolo pur mantenendo una coscienza politica. E se fosse per me ad un'intelligenza da drag queen come quella di Vicky Lamont affiderei ben altro che l'organizzazione del Borgo...le farei presentare il prossimo gay pride nazionale...
Infine DLgs 470 del 1997 che regola la normativa onlus prevede come obbligo quello di redigere e far approvare il bilancio annuale...non quello di pubblicarlo da qualche parte...
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Inviato da:
Ospite
Data:
17-09-2009 16:14
"Di come decidiamo di spendere i nostri soldi, comunque, dobbiamo rendere conto soltanto ai nostri soci" e non è vero, caro Patrizi. Cig/Arcigay è una Onlus ed ha precisi doveri imposti dallo stato tra cui quello di rendere pubblici i bilanci. Se poi le voci in bilancio sono cammuffate questa è tutta un'altra storia. Perchè ad esempio non ci parla delle 'donazioni. della proprietà del Borgo? Perchè Gayit come al solito si ferma a metà nelle sue denunce. Alla fine restano solo polemiche che non portano a nulla. Si abbia il coraggio di andare fino in fondo. E per De Giorgi sarebbe facile: chi era il tesoriere di Arcigay? Chi teneva i cordoni della borsa? Inciucioni...
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